Ranke, Leopold von: Die römischen Päpste. Bd. 3. Berlin, 1836. Instruttione vendo la guerra gia mossa ne suoi paesi in due lati, in Fian- dra per via di Roberto della Marca et in Navarra, il qual regno gia era tutto andato via et ridottosi all' obbedienza del re favo- rito da i Francesi: li Suizzeri poco inanzi s'eron di nuovo alle- gati col christianissimo con una nuova conditione d'obbligarsi alla defensione dello stato di Milano, che el re possedeva, cosa che mai per inanzi non havevon voluto fare: et il sermo re d'Anglia, nel quale forse l'imperatore faceva fondamento per il parentado tra loro et per la nemista naturale con Francia, mo- strava esser per star a veder volentieri, come comprobo poi con li effetti, non si movendo a dar pure un minimo ajuto all' impera- tore per molta necessita in che lo vedessi et per molta instan- tia che gli ne fusse fatta, salvo doppo la morte di Leone. Il christianissimo all' incontro, oltre la potentia grande unita da se et la pronta unione che haveva con l'Illma Signoria et che ha- veva questa nuova lianza de Suizzeri, si trovava tanto piu su- perior nel resto quanto li causano la potentia sua, et la face- vano maggiore li molti et infiniti disordini ne quali dico di so- pra che l'imperatore si trovava. Le speranze et propositioni dei premii et comodita del successo et prosperita che le cose ha- vessero havuto eron molto diverse: il christianissimo voleva dar di primo colpo Ferrara alla chiesa inanzi che per sua Mta si facessi altra impresa, poi nell' acquisto del regno di Na- poli Sa Mta christianissima, per non venire a i particulari, dava tante comodita alla chiesa circa ogni cosa che gli tor- nava di piu comodo piu utilita et sicurta assai, che non sa- rebbe stato se ce l'havesse lassato tutto; in quest' altra banda non era cosa nessuna se non proposito di metter lo stato di Milano in Italiani et far ritornar Parma et Piacenza alla chiesa: et nondimeno, essendo et nella facilita dell' impresa in una parte et nell' altra il pericolo cosi ineguale et aggiungendovisi an- cora la disparita de i guadagni si grande, potette tanto la vo- lunta del cardinale de Medici appresso al papa, et appresso a S. S. Revma l'oppinione della bonta et religione della Maesta Cesarea, che mettendosi nella deliberatione che era necessaria di fare o in un luogo o in un altro questa imaginazione inanzi agli occhi, non volle dar parte della vista all' altro consiglio ne altro esamine se non darsi in tutto et per tutto a quella parte donde sperava piu frutti d'animo santo et christiano che da qualsivoglia altri premii che temporalmente havesser po- tuto pervenire per altra via. Et che sia vero chi non ha visto che non essendo successe le cose in quel principio come si spe- rava, et essendo consumati i danari che per la prima portion sua la Mta Cesarea haveva dato, et vedendo male il modo che si facessi provisione per piu, la Sta Mria di Leone per sua parte et S. S. Revma molto piu per la sua non manco mettervi la sustantia della patria sua et di quanti amici et servitori che ha- vessi et per l'ultimo la persona sua propria, della quale co- nobbe l'importantia et il frutto che ne segui. Mori in quello papa Leone, et benche S. S. Revma si tro- Instruttione vendo la guerra gia mossa ne suoi paesi in due lati, in Fian- dra per via di Roberto della Marca et in Navarra, il qual regno gia era tutto andato via et ridottosi all’ obbedienza del re favo- rito da i Francesi: li Suizzeri poco inanzi s’eron di nuovo alle- gati col christianissimo con una nuova conditione d’obbligarsi alla defensione dello stato di Milano, che el re possedeva, cosa che mai per inanzi non havevon voluto fare: et il sermo re d’Anglia, nel quale forse l’imperatore faceva fondamento per il parentado tra loro et per la nemistà naturale con Francia, mo- strava esser per star a veder volentieri, come comprobò poi con li effetti, non si movendo a dar pure un minimo ajuto all’ impera- tore per molta necessità in che lo vedessi et per molta instan- tia che gli ne fusse fatta, salvo doppo la morte di Leone. Il christianissimo all’ incontro, oltre la potentia grande unita da se et la pronta unione che haveva con l’Illma Signoria et che ha- veva questa nuova lianza de Suizzeri, si trovava tanto piu su- perior nel resto quanto li causano la potentia sua, et la face- vano maggiore li molti et infiniti disordini ne quali dico di so- pra che l’imperatore si trovava. Le speranze et propositioni dei premii et comodità del successo et prosperità che le cose ha- vessero havuto eron molto diverse: il christianissimo voleva dar di primo colpo Ferrara alla chiesa inanzi che per sua Mtà si facessi altra impresa, poi nell’ acquisto del regno di Na- poli Sa Mtà christianissima, per non venire a i particulari, dava tante comodità alla chiesa circa ogni cosa che gli tor- nava di piu comodo piu utilità et sicurtà assai, che non sa- rebbe stato se ce l’havesse lassato tutto; in quest’ altra banda non era cosa nessuna se non proposito di metter lo stato di Milano in Italiani et far ritornar Parma et Piacenza alla chiesa: et nondimeno, essendo et nella facilità dell’ impresa in una parte et nell’ altra il pericolo così ineguale et aggiungendovisi an- cora la disparità de i guadagni sì grande, potette tanto la vo- luntà del cardinale de Medici appresso al papa, et appresso a S. S. Revma l’oppinione della bontà et religione della Maestà Cesarea, che mettendosi nella deliberatione che era necessaria di fare o in un luogo o in un altro questa imaginazione inanzi agli occhi, non volle dar parte della vista all’ altro consiglio nè altro esamine se non darsi in tutto et per tutto a quella parte donde sperava piu frutti d’animo santo et christiano che da qualsivoglia altri premii che temporalmente havesser po- tuto pervenire per altra via. Et che sia vero chi non ha visto che non essendo successe le cose in quel principio come si spe- rava, et essendo consumati i danari che per la prima portion sua la Mtà Cesarea haveva dato, et vedendo male il modo che si facessi provisione per piu, la Sta Mria di Leone per sua parte et S. S. Revma molto piu per la sua non mancò mettervi la sustantia della patria sua et di quanti amici et servitori che ha- vessi et per l’ultimo la persona sua propria, della quale co- nobbe l’importantia et il frutto che ne seguì. 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vendo la guerra gia mossa ne suoi paesi in due lati, in Fian-
dra per via di Roberto della Marca et in Navarra, il qual regno
gia era tutto andato via et ridottosi all’ obbedienza del re favo-
rito da i Francesi: li Suizzeri poco inanzi s’eron di nuovo alle-
gati col christianissimo con una nuova conditione d’obbligarsi
alla defensione dello stato di Milano, che el re possedeva, cosa
che mai per inanzi non havevon voluto fare: et il sermo re
d’Anglia, nel quale forse l’imperatore faceva fondamento per il
parentado tra loro et per la nemistà naturale con Francia, mo-
strava esser per star a veder volentieri, come comprobò poi con li
effetti, non si movendo a dar pure un minimo ajuto all’ impera-
tore per molta necessità in che lo vedessi et per molta instan-
tia che gli ne fusse fatta, salvo doppo la morte di Leone. Il
christianissimo all’ incontro, oltre la potentia grande unita da se
et la pronta unione che haveva con l’Illma Signoria et che ha-
veva questa nuova lianza de Suizzeri, si trovava tanto piu su-
perior nel resto quanto li causano la potentia sua, et la face-
vano maggiore li molti et infiniti disordini ne quali dico di so-
pra che l’imperatore si trovava. Le speranze et propositioni dei
premii et comodità del successo et prosperità che le cose ha-
vessero havuto eron molto diverse: il christianissimo voleva
dar di primo colpo Ferrara alla chiesa inanzi che per sua Mtà
si facessi altra impresa, poi nell’ acquisto del regno di Na-
poli Sa Mtà christianissima, per non venire a i particulari,
dava tante comodità alla chiesa circa ogni cosa che gli tor-
nava di piu comodo piu utilità et sicurtà assai, che non sa-
rebbe stato se ce l’havesse lassato tutto; in quest’ altra banda
non era cosa nessuna se non proposito di metter lo stato di
Milano in Italiani et far ritornar Parma et Piacenza alla chiesa:
et nondimeno, essendo et nella facilità dell’ impresa in una parte
et nell’ altra il pericolo così ineguale et aggiungendovisi an-
cora la disparità de i guadagni sì grande, potette tanto la vo-
luntà del cardinale de Medici appresso al papa, et appresso a
S. S. Revma l’oppinione della bontà et religione della Maestà
Cesarea, che mettendosi nella deliberatione che era necessaria
di fare o in un luogo o in un altro questa imaginazione inanzi
agli occhi, non volle dar parte della vista all’ altro consiglio
nè altro esamine se non darsi in tutto et per tutto a quella
parte donde sperava piu frutti d’animo santo et christiano che
da qualsivoglia altri premii che temporalmente havesser po-
tuto pervenire per altra via. Et che sia vero chi non ha visto che
non essendo successe le cose in quel principio come si spe-
rava, et essendo consumati i danari che per la prima portion
sua la Mtà Cesarea haveva dato, et vedendo male il modo che
si facessi provisione per piu, la Sta Mria di Leone per sua parte
et S. S. Revma molto piu per la sua non mancò mettervi la
sustantia della patria sua et di quanti amici et servitori che ha-
vessi et per l’ultimo la persona sua propria, della quale co-
nobbe l’importantia et il frutto che ne seguì.
Morì in quello papa Leone, et benche S. S. Revma si tro-
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